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L'etichettatura " R
45 - Può provocare il cancro " della
Ligroina: vero o falso allarme? |
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Il Problema. Negli
ultimi due anni si sono verificati problemi di gestione dei materiali
del restauro, all'interno di laboratori istituzionali, per quanto riguarda
la miscela solvente idrocarburica che va sotto il nome di Ligroina,
per il fatto che a partire dal 2006 si era meritata - così almeno
dicevano le voci - l'etichettatura con la Frase di Rischio "R45 - Può provocare
il cancro" nella nuova legislazione della Comunità Europea.
Queste voci hanno creato un certo allarme
nella comunità del
restauro. Ricordiamo che proprio noi avevamo proposto la Ligroina,
a partire dal 2002 [1], come alternativa più sicura alle tradizionali
miscele come l'Essenza di Petrolio e il White Spirit , che - se
non "dearomatizzati" - possono contenere quantità significative
di Aromatici e quindi, potenzialmente, anche certe quantità di
Benzene, un noto cancerogeno.
Risultava subito evidente questo controsenso:
perché questo
sospetto proprio per la Ligroina, che per definizione è un solvente "dearomatizzato",
con contenuto totale di Aromatici molto basso, tipicamente inferiore
allo 0.02%? Periodicamente questi allarmi si ripresentano,
e quindi pensiamo che sia venuto il momento di fare un po' di chiarezza.
O per lo meno ci proviamo, senza la pretesa di riuscire davvero a
farlo...
Una discussione molto più dettagliata
si può trovare
nell'articolo " Parola
d'ordine: Ligroina! ... Vale ancora ?" recentemente
pubblicato [2], al quale rimandiamo anche per la trattazione su possibili
alternative, in uno sforzo che vede coinvolti anche alcuni fornitori
di prodotti per restauro coi quali da anni c'è una fattiva collaborazione.
Qui ci limitiamo a cercare di definire chiaramente il problema. |
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Cos'è la
Ligroina. Dalla distillazione frazionata del Petrolio si
ricavano varie frazioni che saranno poi utilizzate come combustibili
o come solventi; quella definita "Benzina solvente" contiene anche
le cosiddette Ligroine generalmente composte da Ottani e Nonani,
cioè Idrocarburi a 8-9 atomi di Carbonio, con intervallo di
ebollizione 80-120 °C.
Tipicamente le Ligroine, dopo la distillazione frazionata
del Petrolio, sono sottoposte ad un successivo trattamento definito Hydrotreating,
cioè trattamento con Idrogeno che serve a vari scopi: saturazione
di Idrocarburi insaturi e aromatici, rimozione di elementi indesiderati
nei combustibili, in particolare Zolfo, Azoto e Metalli. Questo trattamento
converte i legami multipli (doppi e tripli) Carbonio-Carbonio in legami
semplici, formando i corrispondenti Idrocarburi saturi, definiti così intendendo
proprio che ogni atomo di Carbonio della catena è "saturato" col
massimo numero possibile di legami con l'Idrogeno. Gli Idrocarburi
Aromatici vengono così convertiti nei corrispondenti Idrocarburi
Saturi Ciclici, anche detti Nafteni: ad esempio, il Benzene in Cicloesano,
il Toluene in Metilcicloesano, e così via. Per questi derivati
sono generalmente riportate indicazioni di tossicità non particolarmente
severe: simboli F (Facilmente infiammabile), Xn (Nocivo), N (Pericoloso
per l'ambiente); Frasi di Rischio: R11 Facilmente infiammabile, R38
Irritante per la pelle, R51/53 Tossico per gli organismi acquatici,
può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente
acquatico, R65 Nocivo: può causare danni ai polmoni in caso
di ingestione, R67 L'inalazione dei vapori può provocare sonnolenza
e vertigini.
Normalmente, dunque, per le Ligroina si può garantire una percentuale
di aromatici residui molto bassa: tipicamente, inferiore allo 0.1 %
(in molti casi addirittura dello 0.02-0.01%). Se consideriamo che le
miscele di Idrocarburi che vanno sotto il nome corrente di White
Spirit hanno generalmente un contenuto di aromatici del 16-17%,
ci rendiamo conto della notevole differenza tra queste miscele solventi.
In pratica le miscele commercializzate come "Ligroina" corrispondono
all'una o all'altra delle miscele sotto indicate: |
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I codici elencati in
Tabella servono all'identificazione della sostanza. Precisamente: · Numero CAS (Chemical Abstract Service), di validità internazionale,
caratterizza univocamente ogni sostanza chimica.
· Numero d'Indice ( Index No. ) utilizzato nei documenti
ufficiali della Comunità, è il codice di identificazione
assegnato alla sostanza nell'Allegato I della direttiva 67/548/CEE
che contiene informazioni sulle sostanze pericolose, sulla loro classificazione
ed etichettatura. Di fatto, questo è il numero in ordine progressivo
che permette di rintracciare una sostanza nei motori di ricerca e nei
documenti ufficiali della Comunità, come ad esempio la Gazzetta
Ufficiale dell'Unione Europea, ( Official Journal of the European
Union , a cui si può accedere on line in varie
lingue al sito http://eur-lex.europa.eu/JOIndex.do).
· Numero CE nella Gazzetta della Comunità Europea, codice identificativo
che raggruppa altri due codici: l'EINECS ( European Inventory of
Existing Commercial Chemical Substances ) Registro Europeo delle
Sostanze chimiche in Commercio un codice di registrazione in vigore
fino al 18 Settembre 1981, e da quella data sostituito dal codice ELINCS
( European List of Notified Chemical Substances ) che viene
assegnato a tutte le sostanze immesse sul mercato.
· RTECS ( Registry of Toxic Effects of Chemical Substances )
Registro degli Effetti Tossici delle Sostanze Chimiche è un database
approntato dal NIOSH ( The National Institute for Occupational Safety
and Health ) Statunitense. |
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La legislazione. In
questa sede non ripercorriamo la cronologia degli eventi legati alla
etichettatura della Ligroina, per la quale rimandiamo all'articolo succitato.
Ci limitiamo a presentare la legislazione attuale; precisamente, facciamo
riferimento alla Direttiva 2008/58/CE della Commissione del 21 Agosto
2008, come riportata nella Gazzetta Ufficiale (Official Journal)
L246 del 15.09.2008 [Si veda il file: Gazz Uff EU 15.09.2008 Cliccate
qui per scaricare il file].
Sono elencate alla pagina 91 la Ligroina CAS 8032-32-4 e alla pagina
112 quella CAS 64742-49-0 , che erano già state inserite dal Regolamento
EC 1907/2006 nella sezione Sostanze Cancerogene: Categoria 2. Per chiarire
la definizione, ricordiamo che secondo la Direttiva 93/21/CEE (18° APT),
recepita col D.M. 28 aprile 1997 (G.U. n. 192, del 19 agosto 1997), "Cancerogeno
di Categoria 2" significa: |
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Sostanze da considerare
cancerogene per l'uomo. Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che l'esposizione
dell'uomo ad esse possa provocare lo sviluppo di tumori, in generale
sulla base di: - adeguati studi a lungo termine su animali
- altre informazioni specifiche |
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Questa direttiva richiede l'uso del simbolo T, Tossico
e del corrispondente pittogramma rappresentante il teschio nero in
campo arancione, e della Frase di Rischio R45 - Può provocare
il cancro. |
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C'è anche la
connotazione Mutageno Categoria 2 e, di conseguenza, anche la Frase
di Rischio R46 - Può provocare alterazioni genetiche ereditarie.
Anche in questo caso, ricordiamo che secondo la legislazione, la definizione Categoria
2. Sostanze da considerare mutagene per l'uomo, corrisponde
a: |
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Esistono prove sufficienti
per ritenere verosimile che l'esposizione umana possa provocare lo
sviluppo di alterazioni genetiche ereditarie, in generale sulla base
di: - adeguati studi su animali
- altre informazioni specifiche |
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Se ci si ferma a questo
livello di informazione, dunque, effettivamente si riscontra che la
Ligroina sta tra i sospetti cancerogeni e mutageni. Se non ci si scoraggia
a questo punto, si vede che nella colonna " Note " compare
la lettera P. Alla pagina 2 del documento si precisa che "La nota P è sostituita
dal testo di cui all'allegato 1C". Alla pagina 3 si può leggere
l'Allegato:
Allegato 1C «Nota P: La classificazione "cancerogeno" o "mutageno" non è necessaria
se si può dimostrare che la sostanza contiene Benzene in percentuale
inferiore allo 0,1 % di peso/peso (Einecs n. 200-753-7). Se la sostanza è classificata come cancerogena o mutagena, è necessaria
anche la nota E. Se la sostanza non è classificata come cancerogena o mutagena
devono almeno comparire le frasi S (2-)23-24-62. La presente nota si applica soltanto ad alcune sostanze composte derivate
dal petrolio contenute nell'allegato I.»
Per completezza, le frasi S (Frasi di Sicurezza) citate nell'Allegato
1C corrispondono alle seguenti precauzioni: S 2 Conservare fuori della
portata dei bambini, S 23 Non respirare i gas i fumi i vapori e gli
aerosol (termine appropriato da precisare da parte del produttore),
S 24 Evitare il contatto con la pelle, S 26 In caso di contatto con
gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare
un medico. Per entrambe le miscele, inoltre, viene ora introdotta una distinzione
in base alle quantità relative: per un contenuto (supponiamo
di Benzene, ma non è precisato) tra 0.1 e 10% valgono R45 e
R46; dal 10% in su si aggiunge anche la Frase R65 - Nocivo: può causare
danni ai polmoni in caso di ingestione.
L'informazione contenuta in Nota,
dunque, è tutt'altro che
un dettaglio trascurabile! Il rischio di cancerogenicità di
questo tipo di miscele solventi - Nafta a baso punto di ebollizione
e Nafta di Hydrotreating - è connesso non tanto alla
miscela in sé, quanto al suo contenuto di un singolo componente,
il Benzene. Il rischio non è significativo, tale da essere dichiarato
in etichettatura, se il contenuto di Benzene è sotto lo 0.1%
in peso.
Il problema è piuttosto nel modo in cui i produttori/distributori
hanno risposto a questa normativa. Troviamo di tutto: da Schede di Sicurezza
ferme al 2003, a schede ed etichette che - pur dichiarando un contenuto
di Aromatici inferiore allo 0,1% - riportano comunque l'etichettatura
R45, oppure solo la definizione di Cancerogeno di Categoria 2, oppure
non riportano il contenuto di Benzene, eccetera... Proprio queste etichettature
R45 hanno creato apprensione e confusione nella comunità del restauro. |
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Che fare? Innanzitutto,
resta da comprendere questo controsenso, che francamente non riusciamo
a giustificare, anche a livello di legislazione Comunitaria: altre
miscele solventi, come i classici White Spirits , che - a
meno, ovviamente, di essere "dearomatizzati" - hanno contenuti ben
maggiori, fino al 20%, di Aromatici (e di conseguenza, potenzialmente,
di Benzene) non sono etichettate R45! Per quanto riguarda il da farsi, qui ci limitiamo a dire che ci sono
sostanzialmente due possibilità, ugualmente lecite. · Prima possibilità. Continuiamo a utilizzare la Ligroina.
Tutti i tipi di Ligroina in commercio nel nostro Paese sono prodotti
di qualità, ed hanno un contenuto di Aromatici inferiore allo
0.1% (si noti, di Aromatici totali. Il che vuol dire che il contenuto
del singolo solvente incriminato, il Benzene, è di almeno due
ordini di grandezza inferiore!) Ovviamente - soprattutto per laboratori
Istituzionali e laboratori con dipendenti - una corretta etichettatura,
esente dalla frase R45 secondo la legislazione, semplificherà i
problemi gestionali del solvente. · Seconda possibilità. Utilizziamo un singolo solvente (ovviamente,
un Idrocarburo) o una miscela idrocarburica, che siano esenti da questo
problema di etichettatura. Tra i singoli solventi, attualmente l'Isoottano è forse
quello che meglio si presta a divenire il sostituto della Ligroina.
Rimandiamo all'articolo citato all'inizio per una trattazione più completa
delle possibili alternative. In questa sede diciamo solamente che se vogliamo sostituire la Ligroina
con altri solventi idrocarburici per preparare le miscele del Test
di Solubilità [3] che abbiamo descritto in alternativa al Test
di Feller, dobbiamo considerare anche la volatilità del nuovo
solvente (come espressa, ad esempio, dal suo punto o intervallo di
ebollizione) e la sua polarità (come espressa dai suoi Parametri
Percentuali di Solubilità). In particolare, sarà necessario
ricalcolare i valori dei Parametri di Solubilità delle nuove
miscele solventi Idrocarburo-Acetone e Idrocarburo-Etanolo composte
con il nuovo Idrocarburo sostitutivo della Ligroina.
Come ausilio a questo tipo di calcoli, mettiamo a disposizione un semplice
foglio di calcolo, il file "Calcolo Parametri Solubilità" che
può essere liberamente scaricato e utilizzato Cliccate
qui per scaricare il file]. |
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Note |
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1. P. Cremonesi . Parola
d'ordine: Ligroina! (ovvero, considerazioni sull'utilizzo di certi
solventi organici), Progetto Restauro, Il Prato, Padova 2002, 24, pp.
4-15. 2. P. Cremonesi . Paola d'ordine: Ligroina! ... Vale ancora?, Progetto
Restauro, Il Prato, Padova 2009, 51, pp. 39-48.
3. E. Signorini - P. Cremonesi . L'uso dei solventi organici neutri
nella pulitura dei dipinti: un nuovo Test di Solubilità ,
Progetto Restauro, Il Prato, Padova 2004, 31, pp. 2-15. |
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Ultimo aggiornamento: 01 ottobre 2009 |
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